Mafia

February 19, 2010 by · Leave a Comment
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Twelve

presenta
MAFIA
Icona contemporanea

Mostra di Xante Battaglia
26 febbraio – 26 marzo 2010

Vernissage 26 febbraio ore 19
L’artista presenterà in anteprima mondiale il suo nuovo libro IL NUOVO PRINCIPE, dedicato a Silvio Berlusconi, con il nuovo sovratitolo MAFIA.

Maestro d’arte da oltre trent’anni Xante Battaglia espone in un evento non convenzionale al Twelve di Milano i suoi ultimi lavori, dalla rappresentazione della cantante Madonna, fino alla serie di opere dedicate a Silvio Berlusconi e a Patrizia Daddario.
Battaglia si appropria dell’arte tipografica per intervenire su di essa con segni arcaici e con la libertà della pittura, recuperando lo sdoganamento della parola MAFIA, già da lui utilizzata con il panino mafioso nel 2007.
Artista poliedrico e sempre in contatto con la realtà, non rinuncia mai a contestualizzare il proprio lavoro nella contemporaneità degli eventi, demistificando le nuove icone moderne quasi spinto da un impegno sociale.
Non un provocatore effimero quindi, ma un attento osservatore degli avvenimenti, pronto a rivisitare il messaggio proposto dai media in chiave del tutto artistica.


Xante Battaglia è titolare della prima cattedra di pittura nell’Accademia di Belle Arti di Brera.
Ha esposto tra le altre alla Biennale di Venezia, alla Bonino Gallery di New York, alla Galerie heyram e Grand Palais di Parigi. Ha presenziato a mostre antologiche al Palazzo dèi Diamanti di Ferrara ed alla Permanente di Milano.
La sua arte è stata oggetto di studio da parte di storici d’arte e critici di fama internazionale come Gregory Battcock, Michel Tapiè, Carlo Giulio Carlo Argan, Bruno Zevi, Dino Buzzati, Genevieve Olivier,William Zimmer.

MAFIA – Icona contemporanea di Xante Battaglia
Inaugurazione mercoledì 26 febbraio 2010
La mostra continuerà fino al 26 marzo

In collaborazione con: Rosaspinto e VZComunicazione

Twelve
Viale Sabotino, 12 Milano
tel. 02.89073876
Info: www.twelvemilano.it; info@twelvemilano.it

Tiziano Vecellio

February 19, 2010 by · Leave a Comment
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Arte, fino al 21 marzo Tiziano Vecellio in mostra nell’Artbox del Palazzo Pirelli
18 febbraio 2010

Il “Ritratto di Giulio Romano” di Tiziano Vecellio, un olio su tela di proprietà della Regione Lombardia e della Provincia di Mantova (in deposito presso il Museo Civico di Palazzo Te di Mantova) è esposto da oggi, e lo sarà fino a domenica 21 marzo, nell’Artbox del Palazzo Pirelli, allestito nel contesto dell’evento “La Regione dà luce all’arte”.

Il capolavoro di Tiziano, “svelato” oggi dal presidente della Regione Lombardia ha preso il posto del “San Benedetto” di Antonello da Messina in questo spazio esclusivo, che mette il visitatore a tu per tu con l’opera d’arte. Il presidente si è detto “molto contento e orgoglioso di poter ospitare questo capolavoro di Tiziano al Palazzo Pirelli, in modo che sia a disposizione di chiunque lo voglia ammirare”.

“Le iniziative svolte in questo senso negli ultimi mesi – ha aggiunto il presidente – hanno suscitato uno straordinario interesse da parte dei cittadini che infatti sono venuti numerosissimi a visitare la mostra e l’Artbox, che abbiamo aperto il 3 dicembre scorso”. Il presidente ha parlato di “un omaggio alla bellezza, che è aspirazione di ogni uomo, e all’arte”.


L’Artbox ha già ospitato “Il Ritratto della contessa Teresa Zumali Marsili con il figlio Giuseppe” di Francesco Hayez dal 3 dicembre al 10 gennaio e accoglierà il “Ritratto di Carlo Carvaglio” di Mario Sironi dal 25 marzo al 25 aprile. Avviata lo scorso 3 dicembre, l’iniziativa “La Regione dà luce all’arte” comprende, oltre all’Artbox, una mostra con 22 capolavori dell’arte rinascimentale e barocca provenienti dal patrimonio degli ospedali lombardi (Giovanni Cariani, Moretto da Brescia, Romanino, Giovanni Battista Moroni, Camillo Procaccini, Fra’ Galgario tra gli altri), aperta gratuitamente fino al 28 febbraio.

“Con questa iniziativa – ha proseguito il presidente – abbiamo voluto mettere a disposizione di tutti un patrimonio di bellezza e di arte di altissima qualità, recuperando i capolavori, spesso poco conosciuti, degli ospedali lombardi. I cittadini hanno dimostrato di condividere e apprezzare il nostro lavoro indirizzato a recuperare e rendere fruibile questa ricchezza, anche in forme nuove”.

IL RITRATTO DI GIULIO ROMANO DI TIZIANO VECELLIO – Il capolavoro, pervenuto ai Gonzaga dopo la morte del figlio di Giulio Romano (1562), appare nelle liste predisposte dal mercante tedesco Daniel Nijs per Carlo I d’Inghilterra tra 1626 e 1627. Nella redazione dell’inventario delle collezioni di Carlo I, esistente presso il Victoria and Albert Museum, risulta già correttamente riferito a Tiziano, il cui nome nei successivi passaggi di proprietà non sarà più messo in dubbio.

La tela subì numerose peripezie nel corso degli anni. Verso la fine del Settecento viene segnalato a Rossie Priory in Irlanda tra i beni artistici di George, settimo Lord Kinnaird, e lì vi rimase fino all’asta degli stessi, che immetteva il dipinto in un circuito mercantile che attingeva alle raccolte della famiglia filippina Marcos, la cui catastrofe politica consentiva l’intervento congiunto della Provincia di Mantova, della Regione Lombardia e della Fondazione Cariplo che riconsegnava il capolavoro all’Italia.

Una volta accertata come veritiera l’identità dell’effigiato e la paternità tizianesca del dipinto, rimase aperto il dibattito intorno alle circostanze, non solo cronologiche, dell’esecuzione del quadro, generalmente datato intorno al 1536. Si giunse a questa conclusione sia per argomenti di ragione stilistica – le consonanze con capisaldi della ritrattistica tizianesca del quinquennio 1536-1540, dal Ritratto di Francesco Maria I della Rovere alla Allocuzione di Alfonso d’Avalos del Prado – sia di ordine esterno collegate alla decisione di Federico Gonzaga d’allestire “in castello”, nei nuovi appartamenti ducali, un “camerino” ove fossero esposte le effigi pittoriche di undici imperatori romani.

L’impresa aveva avuto inizio proprio nel 1536; in questo caso, se Giulio Romano ne assumeva la responsabilità architettonica e decorativa, già il 10 luglio di quello stesso anno Tiziano si era impegnato ad eseguire “li retratti delli Imperatori”, che collocherà nel “camerino” nel 1540 – anno in cui il cadorino è effettivamente documentato a Mantova.

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