Suzuki presente a 4x4fest premia i suoi fantastici piloti

ottobre 16, 2011 by · Leave a Comment
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In occasione dell’11 esima edizione di 4X4Fest, Suzuki Italia ha deciso di presentarsi alla kermesse più prestigiosa del comparto con la gamma completa delle sue vetture 4X4, frutto di 40 anni di esperienza, progettate all’insegna di sicurezza ed affidabilità.
La tradizione Suzuki nell’ambito della progettazione di vetture 4X4 risale al 1970, con il lancio della LJ10, il primo vero fuoristrada compatto, che dopo 40 anni di raffinamenti ritrova il suo DNA nell’attuale Jimny, insuperato in fuoristrada, unico per stile e facilità di guida in città.

La gamma è poi completata da Gran Vitara senza concorrenti con la trazione integrale full time ed il riduttore in meno di 4 metri, SX4 il crossover che diventa fuoristrada performante con un click, combinazione perfetta di stile, spazio, versatilità, Swift 4X4, sicurezza senza rivali, look “cool”, originale con uno spirito sportivo. Completa lo stand Suzuki la Grand Vitara 3,6 gruppo T1 fresca Campione Italiano Cross Country 2011, vero e proprio banco di prova per la produzione di serie.
La vittoria, da dominatrice (un tris dopo le vittorie del 2007 e 2008) è stata ottenuta grazie a prestazioni che hanno fiaccato gli avversari con un ritmo non sostenibile per nessuno e con un’affidabilità ineccepibile. Sabato 15 ottobre, alle ore 16.30, presso lo stand avverrà la premiazione dei trofei monomarca Suzuki Challenge e Rally Cup, alla presenza di Andrea Aghini, testimonial del Salone e saranno presentati i programmi sportivi per la stagione 2012.

Una “Chianina” colorata per il Carnevale di Foiano della Chiana (Ar)

febbraio 2, 2011 by · Leave a Comment
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Nel piccolo borgo toscano, cuore della Valdichiana, la tradizione del Carnevale si riscopre anche a tavola con i piatti della cucina chianina. Dai “crostini” toscani alla bistecca di chianina fino al dolce tipico. E nella seconda domenica, il 27 febbraio, giornata degustazioni e mercatini dei prodotti tipici.

Crostini neri di milza e fettunta; pici al sugo di “nana” (anatra) e ribollita; animelle, coniglio in umido e bistecca di chianina con contorno di “pulezze” (cime di rapa), fagioli all’uccelletto e cavolo nero in umido; per finire le “trecce”, il tipico dolce della tradizione carnevalesca in Valdichiana. Per accompagnare i piatti vino Doc Bianco Vergine della Valdichiana insieme al Chianti dei Colli Aretini. Sarà questo il Menu di Carnevale che accompagnerà le quattro settimane del Carnevale di Foiano della Chiana (dal 20 febbraio al 13 marzo 2011), il piccolo borgo toscano in provincia di Arezzo dove si celebra il più antico d’Italia giunto alla sua 472esima edizione. Anche l’enogastronomia vuole la sua parte, così oltre che nelle case degli abitanti del paese, anche i ristoranti offriranno nei giorni di festeggiamento menu speciali dedicati alla festa con prezzi particolari.

Tra le novità di questa edizione una giornata, quella di domenica 27 febbraio, nella quale l’enogastronomia sarà tra gli eventi collaterali della manifestazione. Accanto ai colossi di carta pesta infatti, molte le iniziative promosse dall’Associazione del Carnevale al fine di unire il divertimento al piacere di degustare alcune delle eccellenze del territorio in varie zone della città. Dai grandi vini della Valdichiana, quella aretina con i vini del Consorzio Vini della Valdichiana e quella senese con il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, fino ai prodotti a Km 0 promossi nel mercatino biologico in collaborazione con Coldiretti. Inoltre un mercato dei sapori locali in collaborazione con Confcommercio Arezzo. Ogni domenica inoltre spazio anche all’educazione al gusto per i più piccoli nell’area bambini del Carnevale, dove con la “Favola a merenda” torneranno in vita le merende di una volta. Ogni sabato inoltre, nella Galleria Furio del Furia, sullo sfondo della mostra di Fabio Civitelli dedicata a Tex, degustazioni tematiche. Il 19 febbraio con i vini dell’azienda Santa Vittoria, il 26 febbraio il cioccolato artigianale di Vestri, il 5 marzo l’Enoteca Italiana abbinerà i dolci del carnevale ai vini da meditazione di tutta Italia, mentre il 12 marzo spazio alle birre d’autore con la Birreria del Borgo.

Un motivo in più per giungere a Foiano della Chiana, il borgo medievale che si presenta agli occhi del visitatore con due cinte murarie concentriche in cui si inserisce l’abitato del centro storico, teatro della sfilata in maschera dei quattro cantieri, costruito con l’acceso cromatismo del classico cotto toscano. Un impianto urbanistico unico nella provincia di Arezzo, molto ben conservato, motivo per cui è diviene indispensabile, tra un coriandolo e un ballo, una passeggiata tra le strette viuzze e le piccole piazze che in questi giorni portano i colori dei cantieri in gara. A fare da guardia al paese la torre civica, costruita alla fine del ‘700 sulla precedente porta-torre di Sant’Angelo, risalente alla prima cerchia di mura.

Il Carnevale di Foiano della Chiana, il più antico d’Italia giunto con il 2011 alla 472esima edizione, è considerato tra le più importanti manifestazioni del genere in Italia, sia per le spettacolari coreografie sia per la sua tradizione storiografica. Quattro grandi carri allegorici in competizione, appartenenti ai cantieri di Azzurri, Bombolo, Nottambuli e Rustici, sfilano di fronte ad una giuria formata da esperti d’arte di livello nazionale. Carri mastodontici realizzati da veri maestri della cartapesta e da tecnici della meccanica.

Durante i quattro weekend di festa saranno attivi pacchetti speciali di soggiorno in alcune strutture ricettive della zona. Agriturismo, alberghi e Bed&Brekfast proporranno particolari condizioni per il soggiorno dei visitatori. Per informazioni sulle attività convenzionate e sui ristoranti che aderiranno all’iniziativa del menu di Carnevale è possibile contattare l’Ufficio cultura di Foiano allo 0575/643240 o consultare il sito ufficiale della manifestazione www.carnevaledifoiano.it

Presentata in anteprima la linea cosmetica delle Terme di Montecatini

dicembre 22, 2010 by · Leave a Comment
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La nostra redazione è stata invitata qualche giorno fa ad un evento in anteprima: il lancio della nuova linea cosmetica delle Terme di Montecatini.

Fermento, novità, attivismo per il rilancio delle Terme di Montecatini che si sta attuando con grandi investimenti, promozione e tante iniziative che hanno movimentato questo 2010, definito l’anno inizio del futuro e che ci riserva ancora un gran bel risultato.

“Sì, è davvero un gran bel risultato per l’azienda” spiega soddisfatto
Giovanni Fiori, che ha portato avanti il progetto Cosmesi “da oggi abbiamo la linea cosmetica firmata Terme di Montecatini che ha quale punto di forza il complesso esclusivo brevettato, Montecatini AquaThermal Complex®, nato dall’associazione delle quattro acque termali: Tettuccio, Regina, Leopoldina e Rinfresco con i loro 20 elementi chimici. Ci abbiamo lavorato con determinazione perché per un’azienda come questa, leader nel contesto italiano, è fondamentale proporre una propria offerta cosmetica, sia per l’immagine che per mettere a disposizione della nostra clientela la straordinaria efficacia delle acque termali nella cura del viso e del corpo”.
Si tratta di 6 prodotti professionali, da oggi utilizzati al Centro Benessere delle Terme Excelsior: lozione tonica, latte detergente, struccante delicato occhilabbra, crema esfoliante, maschera dermorestitutiva multivitaminica, crema viso riequilibrante.

A cui si aggiungono 8 prodotti della linea retail, studiati per ricreare a casa l’atmosfera termale e godere dei suoi benefici: tre creme viso, l’idratante 24 ore, l’anti-età e la riequilibrante, il balsamo supernutriente corpo, il bagno doccia termale, i due fanghi di cui un viso-corpo ed un anticellulite più l’acqua
termale tonificante spray, da vaporizzare su viso e corpo.
E, per i più prudenti negli acquisti, da gennaio sono a disposizione i
campioncini gratuiti da 5 e 10 ml. perfetti per testare i prodotti.
Una linea di tutto rispetto, frutto della più avanzata ricerca cosmetica che abbina i benefici delle acque termali a ingredienti naturali, provenienti dalla campagna toscana, ricchi di sostanze preziose per la bellezza della pelle.

 

La nostra redazione ha partecipato qualche giorno fa ad un evento in anteprima: la presentazione della nuova linea cosmetica delle Terme di Montecatini.

Qualità assoluta e prezzo sorprendente (dai 15 ai 43 € la confezione), nonché packaging raffinato, accattivante anche come idea per le strenne natalizie.
Da oggi è in vendita presso le Terme, che hanno provveduto a regolarizzarne la commercializzazione con il Ministero della Salute e con l’Assessorato regionale alla Sanità ed entro pochi mesi la si troverà anche presso gli hotel di Montecatini Terme e della Valdinievole.
“Una linea di qualità eccellente, realizzata dal Dipartimento Scientifico di Terme di Montecatini in collaborazione con prestigiosi laboratori di ricerca,
dermatologi e specialisti in cosmetologia, che utilizza il complesso
Montecatini AquaThermal Complex® calibrandolo per ciascun tipo di
prodotto, in modo da apportare alla pelle preziose sostanze idratanti,
purificanti e riequilibranti.” Sottolinea l’amministratore unico Paola
Paganelli
“E ci tengo a pubblicizzarne le 6 garanzie che Terme di Montecatini assicurano al consumatore per dargli il massimo dell’efficacia e della sicurezza”.
Si tratta di garanzie di qualità della linea e di tutela del consumatore, nel dettaglio:
1. Prodotti a base di pura Acqua Termale di Montecatini
2. Prodotti a base di estratti ed ingredienti naturali della tradizione
toscana
3. Formule sviluppate con rigore e scientificità in collaborazione con
prestigiosi laboratori di ricerca cosmetica
4. Prodotti senza parabeni, oli minerali, coloranti, SLS.
5. Formule ipoallergeniche e quindi adatte anche alle pelli sensibili
6. Prodotti formulati e realizzati in Italia

Interessante sapere che sui prezzi di vendita è applicato lo sconto del 10% ai possessori della Terme di Montecatini Special Card 2011, la tessera riservata
al club dei residenti in provincia di Pistoia.
Work in progress, invece, per l’importanza di una partnership con gli hotel:
oltre a formule di vendita personalizzate è allo studio per realizzarsi entro Pasqua la confezione per la camera d’hotel o da viaggio contenente shampoo, bagno schiuma, crema mani e balsamo corpo.

Qui di seguito i video sulla presentazione della nuova linea cosmetica:

Esposizione Lucca e l’Europa. Un’idea di Medioevo (V-XI secolo)

settembre 27, 2010 by · Leave a Comment
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Si è inaugurata sabato 25 settembre alle ore 17.30 presso la sede della Fondazione Ragghianti a Lucca l’ esposizione Lucca e l’Europa. Un’idea di Medioevo (V-XI secolo).
La mostra, organizzata in occasione delle celebrazioni per il centenario dalla nascita di Carlo Ludovico Ragghianti, è stata progettata da un Comitato Scientifico costituito da: Clara Baracchini, Carlo Bertelli, Antonino Caleca, Maria Teresa Filieri, Marco Collareta e Gigetta Dalli Regoli.

Un’ attenta selezione di oltre cento opere prodotte dal V all’XI secolo, allestite in undici sezioni, esplora la produzione artistica lucchese attraverso puntuali riferimenti al contesto europeo. Un interessante percorso espositivo dove l’opera d’arte, come Ragghianti ci ha insegnato, è valutata in relazione dinamica con i fenomeni circostanti secondo un metodo che prende in esame i materiali senza giudizi preconfezionati. La rassegna si avvale anche di recenti studi sulle tipologie decorative e sul loro retroterra intellettuale e culturale.

Lucca e l’Europa. Un’idea di Medioevo. V-XI secolo apre il suo percorso espositivo con una meditata, quanto significativa, selezione di antiche monete. I reperti numismatici si configurano fra quei privilegiati indici dello sviluppo artistico dai quali si evince il passaggio dall’estetica naturalistica all’indirizzo astratto prevalente in età medievale. Questo storico passaggio è ben visibile nel Decanummo di Atalarico, conservato a Firenze al museo del Bargello, nel denaro argenteo per Carlo Magno e nel denaro argenteo per Ottone II, entrambi custoditi presso il Museo di Villa Guinigi a Lucca.

Il percorso prosegue con la sezione dei preziosi manufatti in avorio, materiale pregiato e raro destinato alle più raffinate produzioni nell’arte tardo-antica, fra cui spiccano la pisside in avorio proveniente dal Museo Civico di Livorno, il Dittico del 480 commissionato dal console Basilio e il Dittico consolare di Aerobindo del VI secolo. Da questi importanti capolavori si coglie con chiarezza la nuova e diversa dimensione creativa dell’arte tardo-antica, sotto la cui spinta tramonta l’estetica classica.

L’affermarsi della decorazione “astratta” con il simbolismo che talvolta le è connesso, trova piena affermazione nell’oreficeria, dagli ornamenti dell’abito civile alle decorazioni delle armi. Di questa produzione, riservata alle classi dominanti, si presentano a Lucca notevoli ed emblematici esempi del VII secolo quali, il frontale di elmo che reca inciso il nome del re longobardo Agilulfo del Museo del Bargello di Firenze, la fibula a disco proveniente dal Museo Archeologico di Parma e quella a staffa conservata presso il Museo di Villa Guinigi a Lucca.
La sezione successiva presenta una straordinaria raccolta di sculture in pietra: colonne, pilastrini, capitelli, architravi, transenne e timpani che, nell’insieme, documentano lo sviluppo della decorazione architettonica dal VII al X secolo entro il suo contesto intellettuale e culturale. Raffinati esempi ne sono la lastra con croce di Aquilea (Lucca), il pilastrino proveniente dal Museo Statale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo e le lastre dell’antica cattedrale di Torino.

Nel periodo altomedievale il culto per le reliquie dei Santi si colloca con forza negli usi del popolo cristiano e la devozione che ne deriva avvia una produzione specifica di preziosi reliquiari sia monumentali che mobili. Significativi esempi di questa produzione artistica sono il reliquiario di Cividale, la cassetta-reliquiario della cattedrale di Sarzana e quelli a croce di Vigevano e Volterra.

La mostra affronta anche il ruolo capitale che l’arte del libro occupa nella cultura del periodo. Oltre ad un testimone d’eccezione, il celeberrimo manoscritto 490 della Biblioteca Capitolare di Lucca, che reca la data 787, sono esposti codici e fogli sciolti di produzione altomedievale tra cui particolarmente rari e significativi l’evangelario della Biblioteca Capitolare di Perugia, il foglio di produzione insulare (irlandese o britannico) con Cristo fra gli Apostoli della Biblioteca Nazionale di Torino, l’ornatissimo omeliario dell’abbazia di Montecassino e l’insigne manoscritto Amiatino 3 della Biblioteca Laurenziana di Firenze. Nello spirito della mostra, anche in questo caso gli apparati decorativi dei codici sono suggestivamente confrontati con importanti manufatti di altre tipologie, quali il cosiddetto “cavallino” da Corteolona dei Musei Civici di Pavia, il dittico di Rambona dei Musei Vaticani e il marmoreo rilievo con Arcangelo di Capua.

La “rinascita” carolingia, avviata nel mondo del libro con l’introduzione della minuscola carolina, nel giro di una generazione arriva a coinvolgere tutte le “arti diverse”, qui testimoniate da capolavori assoluti quali il capitello di Malles e la Madonna di Brescia, in stucco, e il Santo ad affresco e la testina in avorio da San Vincenzo al Volturno.

Un’intera sezione è dedicata poi ad una raffinata selezione di preziosi tessuti serici di provenienza orientale, quali l’eccezionale se pur poco noto telo di Ascoli Piceno e due più famosi frammenti del Museo Vaticano e del Bargello. Il tema degli animali affrontati, tipico di questi tessuti, viene ripreso nella scultura in pietra coeva: ne sono esempi in mostra le formelle del Museo Barracco di Roma, le lastre del Museo Provinciale Campano di Capua e del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari.
Questo motivo svolge un ruolo importante nello sviluppo del capitello medievale, di cui la mostra testimonia i momenti cruciali con esempi significativi che vanno dall’enigmatico e affascinante capitello di Gello, oggi a Villa Guinigi, fini a quello ormai pienamente romanico di Pavia.

Il fascino dell’Oriente, così importante per gli uomini del medioevo, non è testimoniato in mostra solo dai tessuti ma anche da altre tipologie di oggetti che dimostrano l’eccellenza artistica di Bisanzio e dell’Islam: è il caso dello splendido Falco in bronzo, sicuramente fra i più notevoli metalli islamici che ci siano pervenuti (affiancato dal suo travestimento in foggia di gallo realizzato quando l’oggetto fu utilizzato come banderuola sulla chiesa di San Frediano di Lucca), nonché dei bacini ceramici che ornavano le chiese romaniche lucchesi e pisane.

La mostra si conclude con testimonianze artistiche appartenenti agli anni di passaggio tra XI e XII secolo: codici, sculture e monete che alludono in forma sintetica alla nascita della civiltà comunale lucchese. Un rarissimo bronzo raffigurante un leone con volto umano ci proietta poi idealmente verso la realizzazione di una seconda mostra, che illustrerà lo svolgimento dell’arte lucchese nei secoli centrali del Romanico (XII- XIII secolo).

Il percorso espositivo prosegue idealmente nella quattrocentesca Villa Guinigi sede del Museo Nazionale a pochi metri della Fondazione Ragghianti. La Villa ospita infatti una ricchissima collezione di reperti valorizzata da un recente nuovo allestimento che ha coinvolto tutta la sezione medievale del museo.

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